Come avviene il ghosting e come gestirlo: l’intervento della Dott.ssa Ornella a RTM

Questa mattina nel corso del programma “Tra Una Cosa e l’Altra”, abbiamo avuto l’onore di ospitare “Psicologa per Tutti”, una dottoressa che, anche sui social, si occupa di sensibilizzare su temi fondamentali per l’essere umano, come il diritto a stare bene, per rendere la psicologia come un diritto, appunto, e non come un lusso.
Di seguito, alcune delle dichiarazioni della Dott.ssa Ornella:

GHOSTING – “Partiamo dal fatto che la comunicazione tra i giovani è cambiata. Non è cambiata la capacità comunicativa, sono cambiate le regole del gioco. I social hanno permesso questo cambiamento e il ghosting è una conseguenza. La comunicazione sui social prevede che ci sia un certo distacco tra le persone che stanno parlando, e questo è come se ci portasse ad avere una sorta di forma di evitamento. Evitare quella specie di tensione sociale. In chat io posso lasciarti il visualizzato e continuare a fare la mia vita, senza sapere che conseguenza questo abbia su di te. Non lo vivo, non lo percepisco e non posso capirlo. Nella vita reale questo ovviamente succede in maniera minore, perché lì io percepisco l’effetto che ha su di te una non risposta. Io potrei chiudere il collegamento
adesso all’improvviso, e tu ci resteresti male perché non sapresti il motivo, mentre io magari mi libero da questa responsabilità”.

COME GESTIRLO – “La nostra mente non è progettata per avere domande senza risposta.
Ce lo dicono la psicologia sociale ma anche le neuroscienze. Un punto di domanda aperto per noi è devastante sotto il profilo emotivo. Succede che tu riempi questi vuoti con tutto ciò che ti viene in mente, che nella maggior parte dei casi è ‘Sono io il problema, ho fatto qualcosa di sbagliato’. Il cambio di prospettiva è la chiave. La pratica del ghosting dice di più di chi la agisce, piuttosto che della persona che la subisce. Il cambio di prospettiva, non solo
nel ghosting, è un po’ la chiave di volta. In questi casi è importante il confronto magari con amici, gruppi di pari o chi può avere una spiegazione di quello che ti sta succedendo. Non stai impazzendo, è il tuo cervello che risponde a una domanda aperta molto grande e che ti fa soffrire da un punto di vista emotivo”.

Potrete ascoltare l’intervista completa qui sotto:

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Vittorio Assenza